
Le Vie Francigene del Sud uniscono l’Occidente all’Oriente, il cristianesimo al paganesimo, l’Età Antic a al Medio Evo. Un itinerario trasversale, tra basolati romani ed antichi tratturi, templi pagani, imponenti cattedrali e santuari cristiani, dolci panorami collinari e aspri passaggi montani.
La 'Via Francigena' in Puglia
Uno dei più antichi e documentati percorsi dei pellegrini in Italia Meridionale è la strada, chiamata 'Via Sacra Langobardorum' che, attraversando il territorio della Provincia di Foggia, congiunge i Santuari del Tavoliere alla Grotta di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, dopo aver attraversato San Giovanni Rotondo.
Con la diffusione del culto di San Michele Arcangelo divenne la strada più importante del Gargano per il flussi dei pellegrini provenienti dalle regioni poste a settentrione del Promontorio. S'innestava in località Brancia sulla strada romana Litoranea che, costeggiando tutto il Mare Adriatico, arrivava fino a Brindisi, dopo essersi fusa, nei pressi di Cerignola, con la Via Appia. S'insinuava nella porta occidentale del Gargano, la Valle di Stignano e, proseguendo lungo l'attuale Statale 272 attraversava San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e terminava il suo corso a Monte Sant'Angelo, città di San Michele.
Per "franchi" si indicavano i forestieri, i venuti da oltre le alpi, appunto i pellegrini. La sua antichità e la sua funzione di 'Via Sacra', o 'Via dei Pellegrini' è attestata fin dai primi decenni dello scorso Millennio in documenti che la presentano esplicitamente col nome di 'Via Francesca'. Con questo nome i documenti affermano in modo molto chiaro il suo inserimento nel percorso della Via Francesca, o Francigena. che, proveniente dall'Inghilterra e dalle regioni settentrionali della Francia, attraversate le Alpi, percorreva tutta la penisola italica conducendo le comitive di pellegrini francesi, tedeschi, inglesi e irlandesi alle mete religiose di Roma, del Monte Gargano dove si venerava l'Arcangelo San Michele, proseguiva poi per il Santuario di San Nicola a Bari e poi per Brindisi, dove ci si imbarcava per la Terra Santa.
La maggior parte dei più antichi documenti attualmente conosciuti relativi al tratto della Via Francigena di Capitanata, riguardano tutti il Monastero di San Giovanni in Lamis, attualmente Convento francescano di San Matteo, una delle realtà storiche e religiose più importanti della Via Francesca.
Regione Puglia ha promosso un coordinamento tra la Provincia di Foggia, che si è attivata da anni per il riconoscimento della "Via", e le altre province pugliesi, mirando a coinvolgere anche i territori campani di Avellino e Benevento, per mappare e tracciare i percorsi che - in un futuro speriamo prossimo - potranno consentire ai Pellegrini di riprendere il Cammino.