In “Dossier Puglia” doppia intervista all’assessore Godelli ed al manager Ceschin sul successo della manifestazione svoltasi lo scorso novembre

Il Cammino di Santiago e la Via Francigena rappresentano le più importanti direttrici di pellegrinaggio dell’Occidente europeo e, fin dalla loro origine, identificano un fondamentale veicolo di comunicazione e di scambio culturale ed economico. Per questo, il progetto “I Cammini d’Europa”, indirizzato a sostenere lo sviluppo di regioni e territori toccati dai principali itinerari culturali che attraversano il continente europeo, può costituire nel prossimo futuro un orizzonte di crescita strategico per il turismo religioso pugliese, come del resto evidenzia Silvia Godelli, assessore regionale al Turismo.

Quale importanza assume il turismo religioso in Puglia rispetto al complesso del settore?

alt«Il turismo religioso e spirituale è un segmento significativo del turismo pugliese. La Puglia è luogo simbolico per la cristianità: terra di transito verso la Terra Santa, porta ancora le tracce visibili degli antichi cammini medievali, e questi percorsi si snodano attraverso terre suggestive, monti e borghi che degradano verso il mare. Sono oggi di particolare rilievo alcune mete dei pellegrini che, dall’Italia e dall’Est dell’Europa, ma anche da altri paesi, giungono ai grandi templi di San Giovanni Rotondo per pregare San Pio, di Monte Sant’Angelo, storico luogo di culto dell’Arcangelo San Michele, e di San Nicola a Bari, per ricercare nella splendida basilica romanica il senso di un sentimento religioso che abbraccia anche l’est e il nord dell’Europa. I grandi numeri delle affluenze sono localizzati nel Foggiano e a Bari, ma l’intera regione è punteggiata da mete religiose, dalla basilica dei Martiri di Otranto ai riti pasquali di Taranto, con una indissolubile fusione tra religiosità e cultura, architetture e natura, tradizioni antichissime e moderna aspirazione alla spiritualità».

Al posto di Aurea si è tenuta lo scorso novembre la Bitrel, Borsa internazionale del turismo religioso, dei pellegrinaggi e dei cammini. Quali sono state le principali istanze emerse? E come si articolerà quest’evento nel prossimo futuro?

«L’esperienza della Bitrel è stata emozionante: nata sulla spinta della coesione tra tutte le Amministrazioni territoriali, la Regione, la Provincia di Foggia, i Comuni della Daunia, la Camera di Commercio, il Parco del Gargano, la Fiera di Foggia, la Bitrel ha incontrato di slancio anche l’Opera Romana Pellegrinaggi e ha coinvolto un elevato numero di operatori, provenienti in buona parte dall’estero. Un esperimento che si è trasformato in successo, in una formula innovativa che affonda le sue ragioni nel territorio e coniuga diverse tipologie di offerta, allineando ac canto al tradizionale turismo religioso anche quello spirituale, culturale, naturalistico e, perché no, enogastronomico. Naturalmente continueremo, e fin d’ora, fatto il bilancio della prima edizione, ci accingiamo a lanciare la prossima e le tante altre che verranno».

Cosa serve nel concreto per incrementare questa tipologia di turismo? Oltre a San Giovanni Rotondo su quali zone e iniziative occorre puntare in particolare?

«Il territorio di elezione, come dicevo, è rappresentato dal connubio tra Gargano e Monti Dauni, e dalla Città di Bari. Ma intendiamo lanciare anche, al più presto, il tema dei “cammini”: un turismo slow culturale e spirituale che attraverserà in lunghezza l’intera regione, potrà collegarsi con i percorsi della Campania e del Molise, e condurrà verso l’estremo Sud della Puglia, il Salento, guardando al di là dell’orizzonte, al di là del mare…».

Quali iniziative la Regione sta mettendo in campo di concerto con gli enti territoriali locali per sostenere questa forma di turismo?

«Vogliamo stringere una alleanza strettissima: così come è avvenuto per la Bitrel, altrettanto nell’intero territorio, puntando all’integrazione dell’offerta territoriale in un sistema turistico pugliese che mantenga il suo carattere unitario e nel contempo esalti la ricchezza delle differenze, delle specificità e del fascino di ciascuno dei nostri multipli, bellissimi territori».

UNA NUOVA FORMULA PER POTENZIARE IL SEGMENTO RELIGIOSO

L’esperienza della Borsa Internazionale del Turismo Religioso e dei Cammini dello Spirito fa da apripista a una nuova visione della promozione turistica pugliese. A tirare un bilancio è il redattore del progetto Federico Massimo Ceschin

altQuarantatre buyer provenienti da 16 Paesi e 65 seller registrati a fronte di una partecipazione reale di centinaia di operatori, con un ottimo riscontro sul fronte della customer satisfaction rilevata da TTG Italia. Sono alcuni dei numeri che hanno caratterizzato la Borsa Internazionale del Turismo Religioso, dei Pellegrinaggi e dei Cammini (Bitrel), che si è svolta dal 26 al 28 novembre 2010 dopo sei edizioni di diversa matrice organizzativa. Come spiega Federico Massimo Ceschin, estensore del progetto ed esperto di marketing dei territori e sviluppo delle comunità locali, «si è giunti a realizzare un progetto che non fosse una semplice data sul calendario, rimbalzata di anno in anno, ma un vero e proprio modello in grado di porsi come volano dell’economia territoriale, inserito in un contesto di posizionamento strategico, capace di contribuire a lasciare un segno positivo sul territorio».

Quali sono gli elementi di maggiore novità dell’edizione 2010 della Bitrel e quali le prospettive per il futuro?

«Dal punto di vista organizzativo, meno spazi espositivi e meno staticità con l’adozione di una formula itinerante che ha attraversato l’intero territorio provinciale, rincorrendo non soltanto le situazioni più esaltanti da un punto di vista devozionale, ma anche le eccellenze territoriali, sotto diversi profili, non ultimo quello enogastronomico. Non solo incrocio tra offerta territoriale e domanda internazionale, Bitrel ha voluto essere uno spazio di incontro e di confronto: la grande spiritualità e il profondo senso religioso della popolazione residente, che si manifestano ancora straordinariamente vivi nelle tradizioni e nei riti popolari che ne caratterizzano l’identità, non impediscono alla Puglia di essere anche una terra crocevia di culture, di pellegrinaggi millenari, di aperture, di insediamenti islamici e di comunità ebraiche. I numeri e le analisi di soddisfazione hanno dato ragione a questa formula, che nelle prossime edizioni potrebbe crescere e rafforzarsi. Soprattutto in forza della proposta “Bitrel 365” che mira a sottrarre definitivamente l’evento al calendario per restituirlo al territorio come strumento quotidiano di lavoro e come modello di sviluppo».

Quali sono i punti di forza del turismo religioso pugliese?

«Il territorio della provincia di Foggia e quello dell’intera Puglia sono costellati da santuari e testimonianze religiose di grandissimo interesse. Più ancora, sono intrisi di una profonda spiritualità che ha attraversato i tempi senza perdere vigore e che quindi, oltre a lasciare un immenso patrimonio di eremi, conventi, monasteri, chiese rupestri, grotte, basiliche e cattedrali, è ancora molto presente nei riti e nella vita quotidiana delle comunità locali. Il turismo religioso in Puglia, diversamente da altre destinazioni, non è semplice visita ad un Santuario, né turismo che si consumi in poche ore. E’ partecipazione reale alla vita di una comunità. Una sorta di “cittadinanza temporanea”. E’ devozione autentica. Si tratta di un fenomeno quindi diffuso, che integra il segmento religioso ad altri segmenti, anche grazie all’azione congiunta dell’assessorato al Turismo guidato da Silvia Godelli con quello al territorio ed ai Beni Culturali di Angela Barbanente, di difficile interpretazione e misurazione».

Quali elementi, invece, vanno migliorati?

«Forti anche sul piano dell’ospitalità, in Puglia vanno certamente migliorati tutti gli aspetti dell’informazione e dell’accoglienza. Mancano molti dei servizi a valore aggiunto che potrebbero trasformare una meta turistica, pur matura, in una “destinazione”. E che nel compiersi tradurrebbero le migliori ipotesi di sviluppo locale diffuso, durevole, integrato e sostenibile che oggi sono le fondamenta della responsabilità cui sono chiamati tutti coloro i quali si occupano di politiche pubbliche e di crescita dei sistemi economici territoriali».

Come sviluppare in Puglia il tema dei Cammini d’Europa, di cui ha parlato l’assessore Godelli?

«Ritengo che l’assessore Godelli abbia le idee chiare, le energie umane e le competenze per valorizzare al meglio la grande opportunità rappresentata dai Cammini d’Europa. Il mio auspicio è che il grande successo di Bitrel – ormai possiamo dirlo – in particolare per l’attenzione suscitata negli operatori commerciali per un verso e in Opera Romana Pellegrinaggi per altro verso possa offrirsi come contributo ad una strategia ampia, ad una visione generale che sappia integrare gli itinerari e i cammini dell’intero Mezzogiorno con l’Europa e con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. E’ mia opinione che non vada ricercata tanto la competitività del segmento o del comparto, né del territorio, quanto le sinergie e le modalità cooperative per unire, per integrare, di enfatizzare le dinamiche relazionali e di coproduzione di valore tra gli stakeholder coinvolti nei processi di accessibilità, fruizione e benessere, configurando un prodotto turistico “ad alta intensità esperenziale ed emozionale“».

[ Tratto da "Dossier Puglia", inserto de "Il Giornale" del gennaio 2011. Autrice: Francesca Druidi ]

Language Translator

Conosci la Capitanata?

Conosci la Capitanata

Ipse Dixit

L’esperienza di BITRel fa da battistrada all’idea di sistema turistico che la Regione vuole portare avanti e che passa anche per la riorganizzazione territoriale delle Aziende di promozione turistica.

- Silvia Godelli, Assessore al Turismo Regione Puglia

Verso Bitrel 2012

Settimana Santa

Amici Online

 3 visitatori online

Partner